Così come il Palazzo Duca di S. Stefano anche Badia Vecchia fu acquistata dal Comune nel 1960 per 12 milioni di lire. Fu in un primo momento restaurata e poi riabbandonata a se stessa ed in balia dei tantissimi vandali.
L’architetto napoletano Armando Dillon ha sostenuto le tesi che il nome di Badia Vecchia derivava dal fatto che il palazzo fu la dimora della Madre Badessa Eufemia che, a partire dal 1355, fu reggente del Regno di Sicilia in nome del fratello minore Federico IV, detto il Semplice.

Ma è questa soltanto una supposizione, anche se suggestiva. Sembra comunque che il palazzo si chiami "Badia Vecchia" in quanto si è creduto che nel passato fosse una Badia, e cioè un’Abbazia. Una teoria scaturita dal fatto che in fondo ad un pozzo per la raccolta dell’acqua piovana fu trovato un dipinto sacro e si pensò fu lì nascosto per salvarlo da una delle tante invasioni di cui fu vittima Taormina. E tutte le nicchie al suo interno furono credute nicchie per icone e non più semplicemente dei ripostigli. L’architettura gotica di "Badia Vecchia" è molto simile a quello del Palazzo Duca di S. Stefano.
E’ quindi deducibile che le due costruzioni siano dello stesso periodo e cioè del tardo trecento. E anche in questa costruzione, quindi, lo stile gotico ha influsso dell’arte araba e di quella normanna.
"Badia Vecchia" è costituita da tre ambienti di uguale superficie. Un fregio marcapiano fatto con intarsi di pietra lavica e pietra bianca di Siracusa decora e divide il primo dal secondo piano.
Sul fregio poggiano tre magnifiche finestre bifore che sono appostate l’una all’altra a formare un’unica finestra esafora. Gli archi acuti che decorano le due finestre laterali sono decorate da un solo rosone traforato, mentre l’arco acuto della bifora centrale è ornato da tre rosoni traforati.
La cima della Badia Vecchia è decorata con merli a coda di rondine lungo tutte le facciate che danno al palazzo l’aspetto di torre fortificata.
Badia Vecchia, così come Palazzo Duca di S. Stefano, doveva essere una piazzaforte lungo le mura di difesa. Il primo proteggeva la parte nord della città, mentre il secondo la parte sud.
Solo in un secondo momento questi palazzi da fortezze militari vennero trasformate in residenze signorili.
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