La dominazione araba durò in Sicilia dal IX all’XI secolo e a Taormina in particolare si fermarono dall’anno 902 al 1079. E proprio nell’undicesimo secolo gli arabi rafforzarono le difese della città facendo costruire, tra l’altro, una torre che altro non è che il nucleo principale dell’attuale Palazzo Corvaja. Una torre a forma di cubo che ricordava agli arabi la loro sacra "Al Ka ‘bah", e cioè il dado che, secondo Maometto, era il primo tempio innalzato a Dio da Abramo alla Mecca.
La torre fu ampliata alla fine del tredicesimo secolo con l’aggiunta del corpo di fabbrica che c’è, entrando, a sinistra del portale d’ingresso.
Con questa nuova ala del palazzo sorse anche la scala d’acceso che dal cortile porta al primo piano. E sul pianerottolo tre splendidi pannelli di pietra di Siracusa, scolpiti ad altorilievi, e raffiguranti il primo la creazione di Eva, il secondo il peccato originale e il terzo la cacciata dal Paradiso.
L’ala destra del Palazzo fu realizzata agli inizi del 1400 per permettere le riunioni del Parlamento siciliano che si tenevano, la prima nel 1411, nel grande salone quattrocentesco alla presenza della Regina Bianca di Navarra, reggente del regno di Sicilia.
E proprio per questo motivo Palazzo Corvaja è anche chiamato palazzo del Parlamento o della regina Bianca di Navarra.
Il palazzo comunque prende il nome dalla famiglia Corvaja, una delle più antiche e nobili di Taormina. Una famiglia che ha dato uomini illustri sia nell’amministrazione della città, sia nelle lettere che nella magistratura.
Palazzo Corvaja sino alla fine della seconda guerra mondiale, 1945, era in uno stato pietoso di totale abbandono e vi abitavano anche diverse famiglie.

Nel 1945 a liberazione già avvenuta, il primo sindaco del dopoguerra fece espropriare il palazzo e dal 1945 al 1948 l’architetto napoletano Armando Dillon ne restaurò tutto il complesso.
Nel 1960 fu ubicata una nuova ala in cui oggi si trovano gli uffici dell’Azienda autonoma di soggiorno e turismo.
Accanto all’Odeon, a un passo dall’Agorà e dalla Zecca, vicino al vecchio ingresso delle Naumachie, a due passi dal teatro greco romano, Palazzo Corvaja è sicuramente uno dei riferimenti obbligati di Taormina e della sua storia.
Circa il suo stile architettonico si può sicuramente affermare che è una mistura di stili considerate le diverse epoche in cui è stato via via edificato. Si parte dallo stile arabo per arrivare a quello gotico, ma dopo esser passati per lo stile normanno.
Arabe sono le merlature della torre, composte da una doppia serie di fori quadrati, sormontati da piccoli merli.
Gotiche sono le finestre bifore del salone trecentesco. Finestre bifore quelle che, nell’architettura gotica, sono divise da due colonnine in modo da creare tre entrate di luce.
Del tutto normanna la sala quattrocentesca dove si tenevano le riunioni del Parlamento siciliano.
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